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Sfide Globali

I continui mutamenti a livello globale del tessuto economico, sociale e ambientale stanno influenzando la sostenibilità dell’intero settore alimentare e agricolo. 

Nutrizione, benessere delle persone, cambiamento climatico e sprechi alimentari sono i temi con i quali Barilla deve confrontarsi


Sono numerose dunque le sfide sociali e ambientali alle quali una realtà come Barilla deve far fronte, in particolare con riferimento ai temi della nutrizione e del benessere delle persone, del cambiamento climatico e degli sprechi alimentari.



Nutrizione e Benessere delle Persone

Porre fine alla fame a livello globale, garantire la sicurezza alimentare e migliorare le abitudini nutrizionali delle persone sono tre importanti pilastri per uno sviluppo sostenibile. Ad oggi denutrizione, mancanza di nutrienti e obesità sono le tre principali forme di malnutrizione che influenzano la vita di milioni di persone nel mondo1.

A livello globale è possibile assistere negli ultimi anni a un trend di declino della denutrizione, che tuttavia interessa ancora circa 815 milioni di persone, pari a circa l’11% della popolazione mondiale. Un dato che si somma ai circa 2 milioni di persone che ancora oggi soffrono a causa della mancanza di nutrienti fondamentali.

Sul versante opposto sono invece in crescita i livelli di sovrappeso e obesità nel mondo, a seguito dell’aumento dei consumi di cibi ipercalorici contraddistinti da elevate dosi di grassi, sali e zuccheri aggiunti. Come conseguenza risulta che, negli Stati Uniti e in Europa, geografie di riferimento per Barilla, circa il 60% delle persone è in sovrappeso e il 30% è obesa. Si riscontra una situazione migliore in Italia dove, anche grazie alla maggiore diffusione di modelli alimentari coerenti con la Dieta Mediterranea, è obeso meno del 15% della popolazione adulta, sebbene si riscontri un crescente livello di sovrappeso e obesità infantile.

STATI UNITI2

STATI UNITI

EUROPA3

EUROPA

ITALIA4

ITALIA
Cambiamento Climatico

La produzione agricola e i processi di trasformazione degli alimenti risultano essere due fonti primarie di emissione di gas a effetto serra. Studi recenti stimano infatti che al settore agricolo e alimentare è riconducibile il 30% dell’energia consumata a livello globale, e lo stesso produce circa il 20% delle emissioni di gas serra nel mondo1

ENERGIA CONSUMATA (%)

ENERGIA CONSUMATA

EMISSIONI GHG (%)

EMISSIONI GHG

In particolare, in Europa più di un quarto dei consumi di energia sono riconducibili alla coltivazione e alla lavorazione dei prodotti alimentari, mente negli Stati Uniti si stima che le attività agricole contribuiscano per circa il 10% alle emissioni totali di gas serra, attestandosi oltre i 600 milioni di tonnellate di CO2 equivalente2, 3

Tuttavia si riscontrano differenze significative fra i diversi tipi di lavorazioni alimentari: ad esempio un piatto di pasta - dalla coltivazione del grano alla cottura in cucina - comporta l’emissione di 1.013 grammi di CO2 per chilo di prodotto, un piatto a base di carne ha un impatto sul clima 20 volte superiore. È nella fase agricola che si concentrano la maggior parte di queste emissioni1.

Le scelte alimentari dei consumatori possono dunque influenzare l’intera filiera agroalimentare, orientando l’industria della trasformazione alimentare e di conseguenza il mondo dell’agricoltura verso la lavorazione di materie prime a minor impatto sull’ambiente.

Rilevanti impatti sul clima riconducibili alle attività agricole derivano inoltre dall’utilizzo dei terreni e delle risorse idriche per la produzione di alimenti. Si stima infatti che, ad oggi, i terreni impiegati a fini agricoli occupino circa il 38% della superficie terrestre, con importanti ricadute sulla conservazione degli habitat naturali, e che al settore agricolo sia attribuibile circa il 70% dei prelievi idrici a livello mondiale, determinando in molte aree geografiche situazioni di stress idrico4.



1 FAO, The future of food and agriculture: Trends and challenges 

2 European Commission, Energy use in the EU food sector: State of play and opportunities for improvement - 2015

3 EPA, Sources of Greenhouse Gas Emissions

4 Barilla Center for Food and Nutrition, Doppia Piramide 2016

Sprechi alimentari

Ogni anno nel mondo quasi un terzo della produzione mondiale di cibo, pari a circa 1,3 miliardi di tonnellate, viene sprecata. La maggior parte degli sprechi alimentari avviene al momento del consumo: in casa e nell’ambito della ristorazione. Tuttavia una parte considerevole di perdite avviene anche nelle fasi di coltivazione, raccolta, stoccaggio e trasformazione delle materie prime principalmente a causa di inefficienze, pratiche agricole inadeguate e processi di conservazione e lavorazione non all’avanguardia. 

NORD AMERICA

SPRECHI ALIMENTARI NORD AMERICA

EUROPA

SPRECHI ALIMENTARI EUROPA

Ogni perdita di cibo comporta anche lo spreco di risorse naturali e del lavoro impiegati per la sua produzione. Basti pensare infatti che studi recenti stimano che il 10% dell’energia elettrica consumata a livello globale è riconducibile alla produzione di cibo successivamente sprecato. 




1 FAO, The future of food and agriculture: Trends and challenges 

2 World resource institute, SDG Target 12.3 on food loss and waste: 2017 progress report